Logica ed immaginazione

einstein

di Vincenzo Sparti

La vita è un continuo apprendimento. Mi sono sempre guardato dalle persone con l’aria di saper già tutto. Le trovo le più insignificanti e povere. Eppure appartengono alla maggioranza, soprattutto a partire dai quarantanni. Ad un certo punto della mia vita, infatti, giunsi alla conquista della logica. Grazie ad alcune persone più grandi di me compresi quanto fosse importante la logica, persino nel vivere quotidiano, nelle relazioni umane, ma soprattutto in politica.

Credevo d’avere raggiunto il massimo livello della conoscenza o della consapevolezza. Avvalendomi della logica incameravo successi uno dopo l’altro.

Ero, però, consapevole dell’evolversi dell’esistenza,  avendo letto degli stadi esistenziali tratteggiati da Kierkgaard: stato estetico, stato etico e stato religioso.

Anche se la “logica” mi appariva così appagante in termini umani o mondani, qualcosa non ritornava ed io restavo inquieto perché, alla fin dei conti, anche la logica era misera, riducendo tutto ad un calcolo, forse statistico o probabilistico, della realizzazione del mio maggior interesse.

Attraverso i libri ed anche attraverso Internet continuavo la mia ricerca. Non dico attraverso gli altri, perché è davvero raro incontrare persone in carne ed ossa in grado d’ampliare i tuoi orizzonti, le tue prospettive. Forse avviene per singole questioni, ma la mia ricerca era esistenziale ed in questo campo l’unica fonte di consigli è nel pensiero dei grandi uomini, nei filosofi, negli scrittori, in certi politici.

Da uno dei più grandi uomini della terra mi venne ad un tratto la risposta. Da un suo aforisma tutto mi fu più chiaro e compresi che la conquista della logica non era (e non meritava d’essere) definitiva. Il cammino di perfezionamento spirituale m’imponeva di più, reclamava di più.

Quelle persone “logiche” che tanto avevano rapito il mio interesse, di fronte a questo ulteriore livello di consapevolezza divenivano figure losche ed insignificanti, prive di sale, per usare una metafora vangelica.

L’aforisma è di Albert Einstein ed è il seguente: “La logica ti può portare da A a B; l’immaginazione ti può portare ovunque”.

L’immaginazione è senz’altro più rischiosa della logica, esige più coraggio, ti toglie la terra da sotto i piedi, ma soltanto essa può condurre a dei risultati soddisfacenti.

In un momento storico come quello attuale, non c’è bisogno di persone logiche, ma di persone con immaginazione, in grado, cioè, d’ipotizzare (secondo modalità applicative attuabili) un sistema diverso.

La politica attuale, invece, si sforza d’usare la logica, sommamente quella economica, mentre invece serve immaginazione, serve “essere folli” (cit. Steve Jobs), serve una “lucida visionaria follia” (cit. Erasmo da Rotterdam”)

Un pensiero riguardo “Logica ed immaginazione

  1. Come sempre apprezzo molto le tue riflessioni caro Vincenzo! La cosa più difficile è avere la forza e, come hai detto tu, il coraggio di affermare e portare alla realizzazione il frutto della nostra immaginazione, ovvero idee che spesso risultano di minoranza se non in controtendenza rispetto al coro generale. Per fortuna forza e coraggio sono qualità che certamente non ti mancano! Un abbraccio
    Vittoriano

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