I consiglieri dell’Ordine siano illibati

di Vincenzo Sparti

Negli ultimi giorni i quotidiani locali danno notizia di vicende coinvolgenti i consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Come spesso accade in simili frangenti è opportuno sospendere il giudizio finché non sarà fatta chiarezza nelle opportune sedi giurisdizionali.
Forza del Popolo è un movimento politico nuovo, che nasce dal basso, e nasce proprio da avvocati. Non può, quindi, esimersi dal dire la propria.
Benchè sia argomento trito e ritrito, ancora una volta fa capolino il filo rosso che unisce, o divide, gli aspetti giudiziari da quelli morali.
Non interessano in questa sede le questioni giudiziarie. Da avvocati siamo ben consapevoli di quanto le realtà processuali possano divergere dal reale andamento dei fatti. Difficilmente i responsi giudiziari riescono a dissipare i legittimi dubbi che affollano un’inchiesta. Non abbiamo neanche la pazienza di aspettare gli anni occorrenti per le sentenze definitive nel singolare balletto, tutto italiano, tra pronunce di condanna e di assoluzione. Parliamoci chiaro, non ce ne frega niente dei processi per i danni erariali.
Il problema è squisitamente morale ed investe l’interezza di un consiglio nato sotto i migliori auspici, anzi con “grandi speranze” per citare Dickens, anche perché ingemmato di giovani brillanti colleghi.
E’, però, fondato il timore che le cattive abitudini, sempre dure a morire, abbiano opacizzato il nitore delle gemme intarsiate di idealità, essendo, come disse Amleto, più facile che la bellezza venga corrotta dalla ruffianeria che non l’onestà renda a sé somigliante la bellezza.
Il consiglio dell’Ordine non è una scuola politica, non è un luogo ove avviare la carriera, il proprio cursus honorum. L’ordine è il presidio della dignità degli avvocati, della loro libertà, del valore insostituibile ed indefettibile ch’essi hanno all’interno di uno Stato, specie quando i diritti primari dei cittadini sono in serio pericolo, come nell’epoca attuale.
La funzione degli avvocati è eroica, e di tale eroismo si fa esperienza ogni giorno, perché ogni giorno l’avvocato affronta sfide con il suo coraggio. All’altezza di questa missione deve fare da contraltare un Ordine che sia al di là di ogni sospetto, che sia il riferimento degli avvocati, che dia il buon esempio.
Il solo sospetto che l’Ordine, anziché essere il luogo di tutela degli avvocati, sia un centro di smistamento di interessi di bottega, vale a gettare un’onta sull’intera categoria che la maggior parte degli avvocati non merita e non può accettare.
Deve, quindi, porsi rimedio alla situazione di sospetto, ed il primo corollario del cambiamento che si auspicava nella gestione dell’Ordine è quello dell’assoluta trasparenza.
Forza del Popolo, quindi, chiede che l’Ordine provveda immediatamente a munirsi di sistemi adeguati per la sua trasparenza, dando conto di tutte le richieste professionali che arrivano all’Ordine, e del modo in cui queste vengono gestite e smistate. Esiste un albo cui attingere per le richieste di domiciliazioni? Esiste un albo per affidamento degli incarichi?
In un mondo moderno ormai schiavo, ad ogni livello, delle lobbies e del denaro, deve pur esistere un luogo immune a simili impostori, un ufficio che cura interessi pubblici senza lottizazioni di sorta. Voglio credere che lo sia, o che lo diventi, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo.

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